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Serizzo
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mwiqSerizzo o mwigsarizzo è un termine di uso commerciale, per indicare una serie di mwiwlitotipi di colore grigio scuro e grana uniforme, a composizione mwjagneissica presenti soprattutto nelle aree delle mwjqAlpi Pennine, mwjgLepontine e mwjwRetiche.
Con il termine "serizzo" si indicano principalmente mwkqparagneiss, rocce generate dalla metamorfosi di rocce sedimentarie o sedimenti, che in condizioni di temperatura e pressione crescenti generano prima micascisti e poi paragneiss. Il serizzo è formato da metamorfosi di sedimenti sabbioso-argillosi a una profondità di circa 7mwkg kmcite-ref-3[3]. Altri litotipi comprendono esemplari di quarziti ed ortogneiss fissili. La loro scistosità ed il loro contenuto in mica relativamente elevato, è caratteristico di uno stile tettonico ampiamente variabile nel tempo e nello spazio.
Esso deriva da vecchi termini dialettali in uso nelle Alpi meridionali, soprattutto nelle regioni del Piemonte e del Ticino Citato come "sarize" nel commento a Vitruvio di Cesare Cesariano (Milano, 1475 – 1543) del 1521 ("Di Lucio Vitruvio Pollione De architectura libri dece: traducti de latino in vulgare, affigurati, cõmentati, & con mirando ordine insigniti: per il quale facilmente potrai trouare la multitudine de li abstrusi & reconditi vocabuli a li soi loci & in epsa tabula con summo studio expositi & enucleati ad immensa utilitate de ciascuno studioso & beniuolo di epsa opera"); Liber II, p.39 v.: "(...) cioe di pietre dure : & fortissime come li nostri dicono sarize: quale nasce da li nostri monti." . Non si tratta quindi di un termine di petrografico descrittivo, e viene talvolta impiegato come sinonimo di "granito" o di "ghiandone", oppure di "mwmagneiss", tutte rocce a composizione granitica più o meno mwmqmetamorfizzate.
Le sue caratteristiche meccaniche e l'ampia disponibilità in forma di mwmwmassi erratici diffusi in tutto il territorio mwnacomasco, mwnqbrianteo e mwngossolano la rendono una roccia di largo impiego.
Contents
• Geologia
• Note
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Geologia
Dal punto di vista della tettonica il Serizzo è caratteristico della zona Pennidica formatasi durante l'mwogorogenesi alpina quando la spinta della mwowplacca africana su quella mwpaeuropea ha compresso i sedimenti depositatisi lungo circa 700mwpq km in un tratto di 125–150mwpg km. L'applicazione di queste forze agli ammassi rocciosi ha provocato deformazione sia per mwpwsubduzione, sia per mwqaobduzione, sia per piegamento in una nuova catena montuosa.
Il maggior spessore degli ammassi rocciosi alpini, in seguito alla collisione delle placche continentali, si ha nel massiccio del San Gottardo-Aare e nel territorio del Ticino (nel nord del Ticino spessore crosta continentale è di 60mwqg km). La falda Pennidica, spessa più di un km, si è formata per sovrapposizione lungo faglie o pieghe di frammenti crostali spintisi a vicenda. In queste condizioni si sono formati minerali e rocce tipici di condizioni di alta pressione. Al pennidico appartengono anche altre rocce formatesi ad alta profondità come marmi, serpentini, mwqweclogiti; inoltre sono presenti rocce sottoposte a metasomatismo.
Caratteristiche petrografiche
Il serizzo è composto da mwrgquarzo, mwrwbiotite scura e mwsafeldspato bianco; la mwsqmuscovite è l'unico minerale scintillante. La biotite, definisce la tessitura foliata della roccia, piani di discontinuità che facilitano lo spacco naturale secondo lastre. Se il taglio del serizzo avviene "contro", si evidenzia la struttura "occhiadina" caratterizzata da nuclei di quarzo o feldspato ammantati da cristalli di biotite.
Aree estrattive
Lo gneiss detto "serizzo" si trova nella zona intorno a mwuaCrevoladossola, in mwuqCanton Ticino e a mwugSondrio. Per l'economia di queste aree, l'attività di estrazione e lavorazione della pietra è molto importante, ed ha notevolmente influenzato l'architettura regionale delle valli, in cui si usa tipicamente per elementi di muratura, rivestimenti di tetti e fontane.
Le aree estrattive comprendono
• mwvgValle Antigorio (mwvwSerizzo Antigorio), la varietà più nota
• mwwqVal Formazza (mwwgSerizzo Formazza), altra varietà molto apprezzata
• mwxaVal Chiavenna (mwxqSerizzo Dubino)
• mwxwValle Anzasca (mwyaSerizzo Monte Rosa)
• mwygVal Masino (mwywSerizzo Scuro Valmasino)
• mwzqValle Verzasca tra Lavertezzo e Gerra (mwzggneiss Verzasca), tra le più antiche aree estrattive
• Valle Levantina a Cresciano (mwaagneiss levantino)
• mwagValle Maggia (mwawgneiss Maggia)
• mwbqValle di Blenio (mwbgLegiuna)
• mwcaVal Bregaglia (mwcqSoglio)
• mwcwVal Calanca (mwdaCalanca)
• mwdgValle Onsernone e Valle di Vergeletto (mwdwOnsernone)
• mweqVal Bavona
Caratteristiche tecniche e uso
Il serizzo è resistente al gelo e all'usura; può essere lucido, fiammato e bocciardato (martellinato). Il serizzo proveniente dalla mwfaVal d'Ossola fu molto utilizzato, già in mwfqetà romana, come pietra per l'edilizia e per realizzare manufatti, quali are o sarcofagi, come testimoniano i numerosi ritrovamenti provenienti da vari centri dell'mwfgItalia nord-occidentale, in particolare mwfwMilano e mwgaPavia, dove la pietra giungeva tramite il mwgqTicinocite-ref-4[4].
Si utilizza sia in esterni che in interni, per esempio, in facciate, scale, pavimenti, arredo bagno e piani cucina. Al confine italo-svizzero, è usato anche nelle murature e nelle coperture degli edifici. Queste caratteristiche, difficilmente rinvenibili nel settore edilizio, lo rendono particolarmente ricercato sia in ambito locale che all'estero. Grazie al suo aspetto, in particolare il colore e la tessitura, è tra i materiali lapidei più straordinari d'Europa, pertanto si usa per facciate elaborate, rivestimenti per interni, oggetti di design ed anche fontane.
Note
cite-note-11. dati max e minimi per "serizzo" da assocave.it
cite-note-referencea-22. dati max e min per "serizzo" da assocave.it
cite-note-33. ↑ Karlfried Fuchs: mwnqNatursteine, S. 114
cite-note-44. ↑ mwoq(mwogmwowEN) Maria Elena Gorrini, mwpamwpqPer una topografia sacra di Ticinum romana, in mwpgCasteggio e lmwpw'antico. 25 anni di studi e ricerche archeologiche in Provincia di Pavia. mwqaURL consultato il 12 marzo 2019.
Bibliografia
• Tarcisio Bullo: mwraLa belle epoque: tra illusioni, sfruttamento e lotte sindacali. In: Annuario alto ticino 2006, Claro 2005 S. 9-12.
• M. Catella / E. Corbella / C. Costa et al.: mwrgMarmi Italiani Guida Tecnica. Milano, Fratelli Vallardi Editori, 1982.
• mwsa(DE) Karlfried Fuchs: mwsqNatursteine aus aller Welt, entdecken, bestimmen, anwenden. Bd 1. München (Callwey) 1997, ISBN 3-7667-1267-5
• mwta(DE) Toni P. Labhart: mwtqGeologie der Schweiz. Thun (Otto Verlag) 2001 ISBN 3-7225-6760-2
• mwua(DE) F. de Quervain: mwuqDie nutzbaren Gesteine der Schweiz. Bern (Kümmerley & Frey), 1969.
• AA. VV: mwuwPietre ornamentali del Piemonte. Istituto nazionale per il Commercio Estero, Torino, 2000.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwwaAssocave.it. URL consultato il 14 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2011).
• mwwgSerizzo Antigorio, su italbeola.com. URL consultato l'8 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2012).